Guida alla visita di un gurdwara

Granthi con el Guru Granth Sahib
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BENVENUTO AL GURDWARA

Il gurdwara («porta del Guru») è il luogo di culto sikh (insieme al dharamsala), e le sue porte sono aperte a tutti, indipendentemente dalla religione o dall’origine. Nessuno viene spinto a cambiare fede, poiché il sikhismo non impone le proprie credenze né si considera l’unica via verso Dio. Ci si aspetta solo che, all’interno del gurdwara, il visitatore rispetti alcune regole di base, le stesse seguite dai sikh.

 

Abbigliamento

 

Vestiti con modestia e semplicità: gli abiti devono coprire spalle e ginocchia e non devono essere né troppo attillati né trasparenti (niente pantaloncini o pantaloni strappati, gonne corte, scollature o capi senza maniche); devono essere ampi e comodi per sedersi per terra. Salvo in caso di necessità medica, è preferibile non indossare occhiali da sole all’interno; non è inoltre consentito indossare capi con stampe offensive, che facciano apologia di altre religioni o del consumo di sostanze stupefacenti, poiché per ovvie ragioni ciò non è appropriato in questo luogo sacro. Per semplicità, molti preferiscono anche evitare di sfoggiare gioielli appariscenti, poiché il gurdwara è uno spazio basato sull’uguaglianza, ma non si tratta di un divieto.

È obbligatorio per tutti coprirsi il capo. Va bene qualsiasi foulard o pezzo di stoffa pulito e dignitoso, una dupatta (lungo foulard femminile) o il turbante; all’ingresso ci sono sempre foulard a disposizione dei visitatori per coprirsi il capo durante la visita. Non sono ammessi cappellini, cappelli né cappucci come copricapo.

 

Prima di entrare

 

Presentati pulito e in ordine. Una volta entrato nel gurdwara, togliti completamente le scarpe (compresi i calzini) e riponile sugli scaffali predisposti all’ingresso. Successivamente, lavati le mani e i piedi nell’area apposita, come gesto di purificazione e rispetto prima di entrare.

Non è consentito entrare sotto l’effetto di alcol o droghe, né portare con sé tabacco (o qualsiasi altra droga o sostanza inebriante), alcol, sigarette elettroniche o armi (ad eccezione del kirpan o di altri shastar che alcuni sije portano con sé).

 

 

Nella sala in cui si trova il Guru Granth Sahib (Darbar Sahib)

 

Entrando nella sala, i fedeli si avvicinano rispettosamente al Guru Granth Sahib e gli rendono l’omaggio chiamato Matha Tek («appoggiare la fronte»), prostrandosi fino a toccare il pavimento con la fronte. Questo gesto non ha nulla a che vedere con l’idolatria: per il skhismo, il Guru Granth Sahib è il Guru vivente perché è la parola divina rivelata (Shabad), raccolta dai Guru e da vari santi. Inchinandosi, il sikh si sottomette con umiltà a quella parola e a quella conoscenza divina; l’adorazione, invece, è riservata unica ed esclusivamente a Dio. Un visitatore che non sia sikh non è obbligato a inchinarsi: può entrare con rispetto o, se lo desidera, fare un leggero inchino con le mani giunte. Se lo si desidera, è possibile lasciare un’offerta (denaro o fiori, o anche qualche parola di ringraziamento); è sempre volontaria e serve a sostenere il gurdwara e il langar, non come pagamento, ma come gesto di condivisione.

Siediti per terra e non puntare mai i piedi verso il Guru Granth Sahib, né voltargli le spalle, né posizionarti in un punto più elevato rispetto a lui: queste azioni sono considerate offese nei confronti del Guru. Sono inoltre considerati atti di mancanza di rispetto masticare gomma in questa sala, parlare ad alta voce, spettegolare, discutere o pronunciare parole contrarie agli insegnamenti del Guru. Cerca di mantenere il silenzio (puoi meditare, pregare o seguire il kirtan) e metti il cellulare in modalità silenziosa.

Karah prashad e langar

 

Durante il culto viene distribuito il karah prashad, un dolce già benedetto a base di farina, ghee e zucchero. Ciò che lo santifica è il Gurbani recitato e l’Ardas offerto su di esso. Viene ricevuto con le due mani unite a forma di coppa e distribuito a tutti in modo equo.

Il langar è il pasto comunitario e gratuito che il gurdwara offre a tutti in modo equo, seduti per terra allo stesso livello, senza distinzioni di religione o classe sociale. Il cibo è sempre vegetariano, affinché chiunque possa condividerlo. Si mangia con la testa coperta, si chiede solo ciò che si intende consumare (non si spreca) e, se lo si desidera, è possibile contribuire con un’offerta o dando una mano (seva).

 

Collaborare: la seva

 

La seva è il servizio volontario e disinteressato che sostiene il gurdwara ed è una delle pratiche fondamentali del sikhismo: dare una mano in cucina durante il langar, servire il cibo ai presenti, lavare i piatti, sistemare le scarpe dei visitatori o pulire. È aperto a chiunque, anche ai visitatori non sikh, ed è considerato una forma di devozione e umiltà.

Non è necessario alcun formalità né iscriversi a nulla: basta avvicinarsi a un volontario (sevadar) e offrirsi, oppure chiedere al responsabile del gurdwara, che ti indicherà in cosa puoi dare una mano. Nessuno è obbligato, ma chiunque voglia partecipare sarà sempre ben accolto.

 

Il gurdwara accoglie chiunque a braccia aperte. Basta entrare con rispetto e umiltà.